PATIENT EDUCATION

L'educazione del paziente in termini di patologia,
di comportamento corretto e di trattamento farmacologico.

Una task-force dell’EULAR guidata dalla Dott.ssa Nurten Duru ha affrontato con molto impegno l’annoso problema della gestione della terapia cortisonica nei malati reumatici. La mancanza di conoscenze adeguate in merito alla terapia steroidea con dosi medio-alte è stata definita “orribile”. La Dott.ssa Duru ha sottolineato che molti degli studi della letteratura sono soprattutto focalizzati sulla efficacia della terapia cortisonica e non sugli effetti collaterali. La task-force composta da otto reumatologi, un endocrinologo, un reumatologo/epidemiologo, quattro pazienti e due giovani ricercatori ha individuato cinque obiettivi fondamentali in materia di “education” e prevenzione:
  1. È necessario che i pazienti, i familiari e gli stessi medici di famiglia siano adeguatamente informati sui potenziali rischi di una terapia con cortisonici ad alte dosi, specie se protratta.
  2. È fondamentale discutere con i pazienti le misure necessarie per mitigare il più possibile i rischi della terapia cortisonica. Una dieta adeguata, un costante esercizio fisico quotidiano ed una grande attenzione nella prevenzione delle ferite sono interventi essenziali in ogni paziente.
  3. Tutti i pazienti, indipendentemente dal fatto che abbiano a meno fattori preesistenti di rischio di osteoporosi, dovrebbero essere oggetto di specifiche misure adeguatamente personalizzate di prevenzione e terapia volte a contrastare gli effetti negativi sull’osso dei cortisonici.
  4. I pazienti e l’intero team che deve gestire il percorso di trattamento cortisonico dovrebbero ricevere adeguate informazioni e consigli sulla prevenzione e sulla gestione adeguata dei problemi di soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
  5. È necessario mettere in atto una strategia efficace per consentire ai medici di medicina generale di gestire in modo adeguato i pazienti in trattamento con dosi di cortisonico a dosi medio-alte.

La task-force EULAR ha sottolineato inoltre che prima di iniziare il trattamento cortisonico andrebbe sistematicamente ricercata la presenza di condizioni predisponenti alla comparsa di effetti collaterali. Tra queste condizioni figurano il diabete,  l’intolleranza al glucosio, le malattie cardiovascolari, l’ulcera peptica, le infezioni croniche, i fattori di rischio di  immunodepressione,  il glaucoma, l’osteoporosi. Tutti i pazienti che presentano una o più di queste comorbidità dovrebbero essere sottoposti ad un programma di “tight control” ed una frequente rivalutazione del rapporto rischio-benefici.

Gli infermieri possono evidentemente svolgere un ruolo fondamentale nella attuazione delle raccomandazioni sulla prevenzione dei rischi della terapia steroidea. Un primo suggerimento pratico che potrebbe essere messo in atto è quello di includere  nella cartella infermieristica una scheda di rilevazione dei fattori di rischio di possibili complicanze. E’ poi palesemente opportuno che gli infermieri acquisiscano una conoscenza adeguata delle caratteristiche farmacologiche dei cortisonici e delle misure volte ad attenuarne o prevenirne i più temuti effetti collaterali.