PATIENT EDUCATION

L'educazione del paziente in termini di patologia,
di comportamento corretto e di trattamento farmacologico.

Quante volte, nella pratica clinica quotidiana abbiamo detto ad un paziente di “cambiare stile di vita”? La necessità di rimodulare il proprio stile di vita sulla base dei limiti imposti dalla malattia è un tema di discussione quotidiano nella mia esperienza clinica. Indurre i pazienti a modificare nettamente lo stile di vita non è certo un obiettivo facile da raggiungere. La tecnica del “goal setting system” ha tutte le caratteristiche per poter essere considerata efficace in tal senso.

Il “goal setting system” è un processo decisionale coordinato, utilizzato prevalentemente in ambito sportivo e di marketing per raggiungere in modo efficace determinati obiettivi attraverso una serie di strategie di azioni e di comportamenti da compiere, difficili da realizzare, ma non certo impossibili.

L’acronimo inglese “SMART” sintetizza le caratteristiche peculiari che deve possedere un obiettivo affinché possa essere raggiunto con successo.

  • La lettera “S”sta per “specific”: un obiettivo deve essere specifico. Questo primo punto è  fondamentale ! Prima di tracciare un percorso, occorre stabilire con chiarezza e precisione… dove si vuole andare, la meta che si vuole raggiungere!
  • La lettera “M” sta per “measurable”, cioè misurabile. Occorre definire, sin dall’inizio, i parametri da valutare e come si intende misurarli!
  • La lettera “A”sta per “achievable”, che vuol dire raggiungibile. E’ necessario precisare, tuttavia, che il fatto che un obiettivo si consideri raggiungibile non significa che sia facile da raggiungere! Una giusta dose di difficoltà innesca nell’individuo sia un processo motivazionale che un potenziamento delle capacità di “self-efficacy”.
  • La lettera “R” sta per “reviewed” ossia verificato. Il monitoraggio ed il feedback costante rappresentano l’ago della bilancia per pesare i risultati del “goal setting system”. 
  • La lettera “T” sta infine ad indicare “timed”, ossia temporizzato. Occorre definire un termine temporale entro il quale un obiettivo deve essere raggiunto. Un periodo breve, da 1 a 3 mesi, risulta essere più efficace, in quanto facilita il mantenimento della focalizzazione da parte dell’individuo.

Ogni infermiere, per applicare questo metodo in modo corretto, durante tutto il percorso di patient education, dovrebbe acquisire abilità e competenze maggiori in ambito di comunicazione e counseling.