PATIENT EDUCATION

L'educazione del paziente in termini di patologia,
di comportamento corretto e di trattamento farmacologico.

Tutti gli infermieri che operano attivamente nei percorsi di “patient education” e di monitoraggio dei pazienti con malattie reumatiche croniche devono avere ben chiari tutta una serie di consigli in materia di economia articolare, prevenzione del sovraccarico funzionale delle articolazioni e rispetto delle regole relative alla strategia di trattamento impostata. Con la pressoché completa scomparsa del reumatismo articolare acuto nella popolazione italiana, l’attenzione dei reumatologi e degli infermieri nei confronti del rischio cardiovascolare dei malati reumatici si è nettamente ridotto. La febbre reumatica era ben nota come la malattia che “lambiva le articolazioni e mordeva il cuore” in contrasto con l’artrite reumatoide che “lambiva il cuore e mordeva le articolazioni”. Una ormai corposa evidenza dimostra invece che questo ultimo aforisma è da considerarsi errato. È oggi ben noto che il rischio cardiovascolare nei pazienti con artrite reumatoide è tutt’altro che trascurabile. Ogni infermiere impegnato in prima linea nel management dei pazienti con artrite cronica dovrebbe svolgere una incisiva azione di “patient education” per intervenire  sui fattori modificabili di rischio cardiovascolare, quali fumo ed obesità. Il paziente deve essere sensibilizzato a controllare frequentemente il proprio peso corporeo e, ancor più, il proprio “giro vita”. La misura del giro vita ha dimostrato un significativo rapporto con la quantità di grasso viscerale, che costituisce uno dei fattori di rischio cardiovascolare più importanti, anche nei soggetti normopeso. È importante ricordare a tutti i pazienti con artrite cronica che un giro vita superiore a 102 cm negli uomini e a 88 cm nelle donne rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare e giustifica l’attuazione di una modifica dello stile di vita sui versanti dell’alimentazione e dell’attività fisica. Queste modifiche sono ancora più necessarie ed urgenti se sono presenti altri fattori di rischio cardiovascolare, quali una lunga attività di malattia, il fumo ed una protratta terapia cortisonica.