PATIENT EDUCATION

L'educazione del paziente in termini di patologia,
di comportamento corretto e di trattamento farmacologico.

Come ogni anno, in estate, una domanda molto frequente che i pazienti ci pongono riguarda i vantaggi ed i rischi di una vacanza al mare. Non è possibile ovviamente fornire una risposta generica a questo tipo di quesito dal momento che il rapporto tra rischi e benefici di una vacanza al mare dipende essenzialmente dal tipo di malattia e da ciò che si ha intenzione di fare nel periodo di vacanze.

Nei pazienti con dolore lombare, una vacanza al mare può essere una utile occasione per valutare i benefici di un periodo di riposo e di una attività di ginnastica in acqua, che si configura come una vera e propria “balneoterapia”. Un esercizio molto salutare per i pazienti con discopatia lombare è quello di trascorrere lunghi periodi in acqua con l’ausilio di un giubbetto e/o una cintura di galleggiamento in posizione verticale, effettuando movimenti di minima flesso-estensione degli arti in assenza di appoggio podalico.
Questa semplice attività, in assenza di carico, risulta di indiscutibile efficacia sia nei pazienti con dolore lombare sia in soggetti con artrosi dell’anca e del ginocchio. La benefica azione del movimento sulle articolazioni si somma con il graduale miglioramento del tono muscolare. Anche le condizioni di edema da insufficienza venosa degli arti inferiori beneficiano di questo tipo di esercizio. Anche l’esposizione al sole arreca un consistente giovamento, specie nei soggetti anziani con osteoporosi, in quanto, la radiazione solare innesca la sintesi della Vitamina D a livello cutaneo.

I pazienti con gonartrosi e coxartrosi devono ricordare tuttavia che mentre l’acqua è una grande amica, la sabbia può rivelarsi una grande nemica. Le vacanze marine sono a volte una occasione di lunghe passeggiate che possono innescare una accentuazione talora insopportabile del dolore all’anca e al ginocchio. Le irregolarità della superficie sabbiosa determinano infatti una amplificazione del sovraccarico funzionale su strutture anatomiche già compromesse per un processo artrosico in fase avanzata o di esacerbazione infiammatoria.

Nei pazienti con connettivite e, soprattutto, in quelli affetti da lupus eritematoso sistemico una vacanza marina può comportare rischi rilevanti connessi soprattutto con l’esposizione al sole. Per poter dare una risposta adeguata alle molte domande che vengono poste da questi pazienti suggeriamo di consultare lo splendido capitolo “Lupus e fotosensibilità” firmato dal dott. Riccardo Rondinone, dermatologo dell’Università di Padova. Questo articolo è consultabile all’interno della monografia “Il lupus: la malattia dai mille volti” della quale sono autori il dott. Andrea Doria e lo stesso dott. Rondinone. La monografia è consultabile liberamente all’indirizzo www.lupus.it/libro-it.htm.

Le modificazioni riportate sono molto chiare ed inequivocabili. Dovrebbero evitare in modo assoluto l’esposizione al sole tutti coloro che presentano manifestazioni cutanee specifiche di lupus in atto o pregresse, i pazienti con lupus all’esordio e/o in fase attiva, i soggetti con anamnesi di fotosensibilità e quelli con positività per gli anticorpi anti-Ro/SSA e/o anti-La/SSB.
Possono esporsi ma con cautela, al sole, i soggetti che non presentano manifestazioni indicative di lupus attivo, che presentano una malattia in fase di remissione clinica e con anamnesi negativa di fotosensibilità. E’ opportuno comunque ricordare a tutti i pazienti di utilizzare creme con il massimo grado di protezione solare.

Nei pazienti con artriti croniche in fase attiva, l’esposizione alle radiazioni solari può determinare una rapida e netta esacerbazione dell’espressione di flogosi. Ciò si deve al fatto che l’aumento della temperatura locale favorisce ed amplifica ogni tipo di reazione infiammatoria per un effetto di tipo fisico-chimico.
A rischio di riacutizzazione estiva di un processo di sinovite e/o entesite sono particolarmente esposti i soggetti con artrite psoriasica, specie quelli che presentano estese manifestazioni cutanee.
La tentazione di esporsi al sole in questi pazienti è resa molto forte dalla consapevolezza dei benefici effetti che la luce solare esercita sulle manifestazioni cutanee, portandole talora alla completa remissione.
Non è un caso che alla fine dell’estate gli ambulatori di reumatologia si popolano di molti pazienti con artrite psoriasica dalla cute perfetta ed abbronzata ma con le articolazioni “in fiamme”.