PATIENT EDUCATION

L'educazione del paziente in termini di patologia,
di comportamento corretto e di trattamento farmacologico.

A pagina 61 dell’inserto “Salute” del Corriere della Sera del 22 Maggio 2011, una intera pagina è stata riservata ad un articolo intitolato “La vita di Joice: un’odissea da uno specialista all’altro”.
Luca Ventura -anatomopatologo dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila- nel  ricostruire la storia clinica di Joice (noto romanziere irlandese vissuto tra la fine dell’800 e l’inizio del 900) dichiara che molto probabilmente lo scrittore dalla vita disordinata, fosse affetto o da una artrite reattiva o da una spondilite anchilosante che gli provocò non poche complicanze non tanto perché in quel periodo storico non vi erano farmaci efficaci, quanto perché Joice era “un malato difficile”, un uomo che …  cambiò ben 35 medici, di cui però non ascoltava i consigli”,insomma “un paziente che nessun dottore avrebbe voluto avere”.


Questa singolare esperienza induce a formulare le seguenti considerazioni:

  1. la mancata compliance ed aderenza terapeutica nei malati cronici, rappresenta ancora oggi un grosso problema da risolvere!
  2. il meccanismo della compliance passa attraverso un percorso di “patient education” che prevede: personale competente, metodo e soprattutto tempo, che purtroppo è sempre di meno!
  3. le persone quando si ammalano, (soprattutto di malattie che comportano non solo una terapia farmacologica ma un cambiamento radicale del proprio stile di vita), “ascoltano i nostri consigli” solo se noi per primi abbiamo ascoltato i loro bisogni ed abbiamo rispettato i loro tempi e la loro modalità comunicativa. Questi ingredienti devono essere assolutamente considerati e rappresentano le basi di una relazione solida, basata sulla stima e sulla fiducia reciproca. Solo così il malato si convince di aver trovato l’interlocutore giusto con il quale vuole condividere “l’odissea” della propria malattia.