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Glauco Gubinelli
Glauco Gubinelli, U. O. di Reumatologia ASUR 5 Marche


 

I pazienti con artrite reumatoide presentano un maggior rischio di sviluppare infezioni virali a seguito del trattamento con farmaci immunodepressori. Nel corso degli ultimi anni si è dedicata una crescente attenzione al problema della riduzione del rischio di contrarre l’herpes zoster. Il modo migliore per ridurre il rischio di contrarre lo zoster è quello di evitare l’uso di terapia immunosoppressiva di combinazione e di vaccinare i pazienti prima di iniziare il trattamento. L’artrite reumatoide stessa, ed i farmaci utilizzati per la cura come i cortisonici o l’inibitore della Janus-chinasi, tofacitinib, contribuiscono a determinare un aumentato rischio di herpes zoster.

I pazienti con artrite reumatoide, sulla base delle attuali raccomandazioni, dovrebbero essere vaccinati con il vaccino vivo dello zoster prima di iniziare il trattamento con un farmaco biologico o con il tofacitinib, non dimenticando però di considerare un intervallo di 2-4 settimane tra la vaccinazione stessa e l’inizio del trattamento per evitare il rischio potenziale di disseminazione del vaccino in pazienti immunosoppressi. Il vaccino si è rivelato sufficientemente sicuro nella maggior parte dei pazienti. Una ulteriore raccomandazione è quella di effettuare uno screening per valutare la pregressa esposizione al virus da parte di pazienti candidati a tofacitinib.

Per ridurre il rischio di disseminazione del vaccino, una alternativa suggerita è quella di prolungare l’intervallo di tempo tra la vaccinazione e l’inizio della terapia con tofacitinib.