NURSING REUMATOLOGICO

L’infermiere analizza i bisogni, gestisce l’attuazione dei percorsi assistenziali,
di prevenzione ed educazione terapeutica

Se il paziente perfetto si caratterizza per il rigoroso rispetto delle regole di vita, per la capacità di mantenere buone abitudini e per l’attitudine ad ascoltare i consigli e le raccomandazioni del medico e dell’infermiere, il grande scrittore irlandese James Joyce può considerarsi un pessimo paziente!
In un piacevole articolo a firma di Elena Meli pubblicato sul Corriere della Sera, nel Maggio 2011 viene riportato che i molteplici guai di salute dello scrittore irlandese erano verosimilmente riconducibili ad una spondiloartrite sieronegativa. Sarebbero così spiegabili i problemi agli occhi, il mal di schiena e l’artrite che lo afflissero.
Nel tentativo di arginare i problemi, vennero estratti a Joyce tutti i denti. Purtroppo la terapia non ebbe effetto e Joyce continuò a mantenere comportamenti ben lontani dai canoni della virtù di un buon paziente. Joyce continuò a condurre “una vita spericolata” dal punto di vista dei comportamenti alimentari e sessuali. La costante frequentazione di prostitute lo portò a contrarre più di una malattia venerea ed è probabile che da una iniziale artrite reattiva si sia poi sviluppato un quadro di franca spondilite per il concomitare di una predisposizione genetica alla malattia. Joyce morì il 13 Gennaio 1941, dopo un intervento urgente per una peritonite innescata da una ulcera perforata.