Da una recente indagine del Censis è emerso che sfiorano I 9 milioni gli italiani che nel 2014 hanno fatto ricorso ad un infermiere “privato”. L’incapacità da parte del sistema sanitario di garantire un’assistenza adeguata ed una costante crescita dei soggetti anziani, dei malati cronici e di persone non autosufficienti ha fatto lievitare in modo esponenziale la domanda di professionisti con competenze peraltro non sempre garantite.

Prestazioni di tipo prettamente infermieristico vengono spesso affidate a badanti e a soggetti che non sono in grado di garantirle per la mancanza di una adeguata preparazione.

Stante il perdurare blocco delle assunzioni molti infermieri potrebbero giovarsi di questa crescente domanda di disponibilità di un infermiere “privato”. Vi è da dire, peraltro, che in Italia vi sarebbe una scarsa propensione da parte degli infermieri neolaureati ad avviarsi verso una attività libero professionale.

È auspicabile che nel prossimo futuro questo delicato ed importante settore dell’assistenza venga regolamentato sia per venire incontro alle esigenze dei pazienti, sia per incentivare gli infermieri verso questo tipo di attività, sia per contrastare il fenomeno del lavoro in nero. In termini economici si tratta di un mercato di 2.7 miliardi di euro l’anno!
(tratto da http://salute24.ilsole24ore.com “Censis: gli italiani pagano 2.7 mld per l’assistenza infermieristica. La metà è in nero”)