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A questa domanda ha dato risposta la prestigiosa rivista on line Annals of Pharmacology che ha pubblicato i risultati di uno studio dal quale è emerso che, su 80 farmaci individuati, appartenenti ad otto diverse categorie, Wikipedia ha risposto solo in parte  (40% ) a rilevanti quesiti sui loro eventi avversi, controindicazioni, interazioni o uso in gravidanza.
Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori sono dunque che le informazioni provenienti da  Wikipedia,  possono essere considerate un “utile punto di partenza per i consumatori alla ricerca di informazioni sui farmaci”, “un promettente mezzo per coinvolgere i consumatori nella gestione della loro salute”, ma non possono e non devono essere considerate dal paziente “l’unica fonte di informazione”.
Questo messaggio deve essere ben noto agli infermieri e trasmesso con vigore ed assoluta determinazione all’inizio di ogni percorso di “patient education”.