L’universo delle malattie reumatiche è tanto ampio, quanto variegato e comprende condizioni di patologia distrettuale agevolmente gestibili in un contesto ambulatoriale e malattie sistemiche tra le più devastanti e complesse. L’offerta assistenziale deve quindi essere ampia ed articolata e i percorsi assistenziali per i malati più gravi devono prevedere un adeguato periodo di degenza presso strutture capaci di garantire un approccio approfondito di tipo multidisciplinare e multiprofessionale. Il ricovero presso una struttura complessa di reumatologia è indispensabile e spesso urgente quando le modalità di assistenza di tipo ambulatoriale (visita tradizionale, Day Hospital e Day Service) non consentono di gestire scenari clinici particolarmente problematici per la gravità della malattia di base e/o per la particolare fragilità dei pazienti dovuta a polipatologia o politerapia in atto.

Purtroppo, il diritto dei malati reumatici alla tutela della salute nei modi e nei tempi coerenti con la rilevanza clinica dei propri problemi non viene tutelato adeguatamente dal nostro sistema sanitario. L’imposizione sistematica e acritica del concetto di “ospedale per acuti” ha generato criteri di appropriatezza di ricovero che tendono ad escludere malati reumatici per i quali non è comunque razionalmente ed eticamente sostenibile una alternativa assistenziale al ricovero. Che la mitizzazione dell’ospedale per acuti abbia di fatto creato una grave discriminazione nei confronti dei malati fragili e cronici è un fatto ben noto anche a coloro che hanno elaborato questo modello. Ciò che è certo è che in Italia il problema è stato tranquillamente ignorato con la conseguenza che a una moltitudine di pazienti viene negata una assistenza adeguata. Molte strutture complesse di Reumatologia sono state sistematicamente smantellate e nei casi meno drammatici si è garantito solo un esiguo numero di posti letto in strutture “miste” di degenza secondo la filosofia dell’accorpamento funzionale. Il fatto che ciò possa considerarsi “meglio di niente” non esime dal sottolineare che una struttura complessa di Reumatologia deve garantire standard elevati di professionalità del personale infermieristico, che svolge un ruolo centrale nella gestione di percorsi assistenziali complessi. Non è quindi accettabile che i malati più complessi possano essere gestiti da infermieri “indifferenziati” e polivalenti. La figura dell’infermiere specialista in reumatologia è una necessità che non può più essere ignorata e costituisce ormai uno standard assistenziale nella maggior parte paesi europei. Una assistenza infermieristica altamente qualificata è indispensabile per l’attuazione dei protocolli di terapia specifici per le malattie reumatiche e per l’attuazione dei programmi di patient education e di monitoraggio clinico.

Se si vuole evitare l’ulteriore inesorabile declino dell’assistenza ai malati reumatici è necessario ed urgente rivedere i criteri di appropriatezza di ricovero. I pazienti con elevato indice di complessità devono aver riconosciuto il diritto ad un posto letto presso una struttura reumatologica che garantisca il massimo standard qualitativo dell’assistenza in linea con gli standard certificati dalle società scientifiche internazionali.