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L’arterite temporale di Horton, pur essendo una malattia rara, è la più comune forma di vasculite nei soggetti ultracinquantenni è ha un impatto molto rilevante sulla vita dei pazienti. Fra i sintomi più caratteristici figurano cefalea, disturbi visivi, claudicatio mandibolare, ictus, aneurismi dell’aorta, febbre, calo di peso, malessere generale. Molto caratteristica è la netta dilatazione delle arterie temporali che possono apparire tortuose e arrossate ed estremamente dolenti alla pressione.

La dilatazione è ampiamente variabile fino a quadri conclamati nei quali le arterie temporali appaiono come veri e propri cordoncini arrossati. In questi pazienti spesso si associa la caratteristica “scalp tenderness”, cioè una particolare ipersensibilità dolorosa del cuoio capelluto in regione temporale anche al semplice sfioramento. La dilatazione visibile a occhio nudo delle arterie temporali è una caratteristica espressione della malattia ma rappresenta un criterio non-necessario per la diagnosi di arterite di Horton.

Mentre la conferma diagnostica si basava tradizionalmente sui risultati della biopsia delle arterie temporali, l’ecografia ha dimostrato di poter rappresentare una alternativa decisamente meno invasiva con una sensibilità del 94% e una specificità dell’84%. Il reperto più caratteristico delle fasi iniziali è rappresentato da un chiaro alone ipoecogeno che circonda il lume dell’arteria  e che rappresenta l’espressione ecografica dell’edema infiammatorio della parete vasale e dei tessuti molli circostanti.