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La terapia dell'algodistrofia o distrofia simpatica riflessa per l’ampia variabilità inter-individuale delle espressioni cliniche e le ancora rilevanti incertezze in tema di fisiopatologia e di criteri diagnostici è tutt’altro che standardizzata.

Tra i farmaci utilizzati figurano i gli anti-infiammatori non steroidei (FANS) e gli antalgici, che rappresentano generalmente la prima linea di intervento, ma possono rivelarsi scarsamente efficaci.  Anche un breve ciclo di terapia steroidea può rivelarsi utile, specie in pazienti con forme ad impronta precocemente iperalgica.

Più recentemente hanno destato interesse i bisfosfonati. Questi hanno dimostrato una incoraggiante efficacia sulla sintomatologia dolorosa e migliorare la funzione motoria. I dati tuttavia sono insufficienti.

Fra gli altri farmaci utilizzati figurano: antidepressivi, antiepilettici, calcitonina, vasodilatatori alfa litici, e capsacina per via topica.

I blocchi simpatici (paravertebrale o venoso regionale) sono da tempo impiegati nella terapia dell'algodistrofia, pur in assenza di dati sicuri in merito al livello di efficacia.
La stimolazione del midollo spinale ha dimostrato di ridurre il dolore, ma non di migliorare significativamente la funzionalità articolare. La complessa procedura, che va effettuata in casi selezionati, consiste nel posizionare nello spazio epidurale un elettrodo a livello delle radici nervose corrispondenti all'area del dolore.

Fisioterapia e psicoterapia sono consigliabili in associazione con la terapia farmacologica.

In conclusione, si può affermare che la strategia di trattamento dell’algodistrofia si fonda ancora su basi prevalentemente empiriche.