CLINIMETRIA

La clinimetria nella pratica clinica ha acquisito nel tempo
un ruolo sempre più importante.

La clinimetria è una disciplina finalizzata allo sviluppo e alla validazione delle valutazioni cliniche. Inizia ad affermarsi verso la fine degli anni ’80 negli Stati Uniti ed un ottimo articolo di riferimento in proposito venne pubblicato nella rivista Annals of Internal Medicine nel 1983 da parte di Feinstein e collaboratori.
L’esigenza semplice e fondamentale che è alla base della clinimetria è quella di passare da una valutazione qualitativa dei sintomi e delle espressioni soggettive ed obiettive della malattia, a quella di una valutazione basata sulla quantificazione, mediante l’uso di scale, criteri e questionari che siano rivolti a garantire la riproducibilità e soprattutto la standardizzazione della analisi dei rilievi clinici e dei dati così ottenuti.
Le caratteristiche degli strumenti utilizzati dalla clinimetria debbono essere quelle della riproducibilità, della efficacia e della affidabilità delle valutazioni. Questo passaggio da una analisi qualitativa ad una valutazione quantitativa non è stato e non è tuttora indolore per la classe medica tanto che vi sono ancora delle forti resistenze da parte dei clinici nella accettazione dei principi, delle regole e dei metodi necessari ad attuare un approccio clinimetrico corretto.