CLINIMETRIA

La clinimetria nella pratica clinica ha acquisito nel tempo
un ruolo sempre più importante.

L’espressività della condrocalcinosi risulta assai variegata e la spiccata variabilità delle sue manifestazioni cliniche giustifica l’etichetta di “grande simulatrice” attribuita a questa malattia, che pone non pochi problemi di diagnosi differenziale.

Una sinovite da microcristalli di pirofosfato di calcio è la causa più frequente di monoartrite acuta nell’anziano. L’attacco acuto può rappresentare l’unica manifestazione di una condrocalcinosi rimasta per lungo tempo asintomatica.

Ogni articolazione può essere coinvolta, ma il ginocchio rappresenta la sede più comune, seguita da polso, spalla, caviglia e gomito. Una sinovite acuta che interessi due o più articolazioni è infrequente, rappresentando circa il 10% dei quadri di esordio.

Il tipico attacco acuto inizia rapidamente, raggiungendo il picco massimo entro 6-24 ore; l’articolazione colpita si presenta arrossata, calda, tumefatta e marcatamente dolente. Il termine di pseudo-gotta, infatti, è stato coniato per la similitudine, sotto il profilo clinico, con l’attacco acuto di gotta. Comune è il riscontro di rialzo febbrile e malessere generale. Poichè la condrocalcinosi nei pazienti anziani spesso si sovrappone ad una pre-esistente artropatia cronica degenerativa, è possibile che attacchi acuti che si manifestano in forma meno severa passino spesso inosservati o misconosciuti.

L’attacco acuto è autolimitante e di solito si risolve nel volgere di 1-3 settimane. Talvolta, l’insorgenza di un episodio acuto può essere sostenuto da fattori scatenanti quali traumi e/o microtraumi articolari, interventi chirurgici, malattie acute intercorrenti (infarto del miocardio, ad es.), somministrazione parenterale di liquidi.

La condrocalcinosi può manifestarsi anche con quadri di artropatia cronica che danno luogo ad una eterogenea gamma di manifestazioni cliniche, in passato variamente definite a seconda della somiglianza con altre reumoartropatie (forma simil-artrosica, simil-reumatoide, simil-neuroartropatica).

La variante poliarticolare (simil-reumatoide) è rara, ma può porre problemi di diagnosi differenziale nei confronti dell’artrite reumatoide, potendosi riscontare nel 10% dei casi anche la positività del fattore reumatoide (la presenza di fattore reumatoide di tipo IgM è di riscontro abbastanza comune nei soggetti ultrasessantacinquenni).

Nella forma degenerativa (simil-artrosica), accanto ad un quadro “di fondo” contraddistinto dalla presenta di artralgie persistenti, è caratteristico il succedersi di episodi di artrosinovite subacuta, a carattere sostitutivo, specie a carico delle grandi articolazioni. Tale variante può essere distinta dall’artrosi vera e propria sulla base della distribuzione dell’impegno articolare. Le articolazioni principalmente coinvolte, infatti, oltre alle ginocchia, sono rappresentate dai polsi, dalle spalle, dai gomiti, dalle caviglie, dalla II e III MCF. Tali sedi sono in genere risparmiate in corso di artrosi primaria.

Anche se l’associazione tra artrosi e condrocalcinosi è ben documentata, non ancora definito è il rapporto tra le due affezioni. Microcristalli di pirofosfato diidrato di calcio spesso si reperiscono nelle cartilagini e nei tessuti molli di articolazioni artrosiche. Se la loro precipitazione rappresenti il momento iniziale del danno articolare o un fenomeno secondario non è stato ancora chiarito, anche se studi recenti sembrano propendere per questa seconda ipotesi. Va considerato che la condrocalcinosi e l’artrosi rappresentano affezioni tipiche dell’età senile, ed il loro riscontro potrebbe dipendere esclusivamente dal coincidere delle due condizioni.

Vi è infine una rara forma neuroartropatica (così denominata per la similitudine con neuroartropatia di Charcot) che si distingue per l’andamento rapidamente progressivo, a carattere destruente, con ripetuti episodi di emartro. Colpisce di solito soggetti di sesso femminile in età avanzata, ed è di regola monoarticolare.

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