Tutti i pazienti affetti da polimialgia reumatica devono avere una chiara visione delle caratteristiche della malattia e dell’importanza del rigoroso rispetto dello schema di trattamento necessario a raggiungere l’obiettivo della remissione completa della malattia. Dal momento che vi sono forti resistenze all’assunzione dei cortisonici per un periodo di tempo relativamente protratto, i pazienti dovranno ben comprendere il rapporto rischi/benefici della terapia proposta, specie alla luce del fatto che non esistono farmaci alternativi ai cortisonici per il controllo della malattia.

Per vincere tali forti, radicate resistenze sarà opportuno insistere sul fatto che la dose di cortisonico sarà progressivamente ridotta fino a raggiungere una soglia al di sotto della quale i rischi della terapia risultano nettamente ridotti rispetto a quelli relativi all’impiego di dosaggi più elevati.

L’aumento di peso, la modifica dei lineamenti del volto (facies lunare) e l’osteoporosi sono tra gli effetti più temuti dei cortisonici.

I pazienti dovranno essere educati ad attuare tutte le necessarie contromisure per limitare il più possibile la comparsa di tali effetti. È importante che i pazienti comprendano l’importanza di segnalare la comparsa di manifestazioni “sentinella” di una subentrante arterite a cellule giganti. Un senso di indolenzimento della mandibola nel corso della masticazione, un annebbiamento anche fugace della vista e/o una sensazione di fastidio allo sfioramento della cute nella regione delle tempie dovranno essere prontamente comunicati al reumatologo, per la eventuale messa in atto delle opportune indagini e/o per una pronta modifica dello schema di trattamento. I pazienti dovranno essere infine invitati a non assumere decisioni unilaterali in merito alla dose e alla durata della terapia.