I cortisonici sono i farmaci di elezione nella terapia della polimialgia reumatica. Anche se non si registrano orientamenti univoci in merito al dosaggio iniziale di prednisone o di 6-metilprednisolone. Il 6-metilprednisolone, la cui formulazione farmaceutica consente una più agevole personalizzazione della posologia, alla dose di 16 mg/die per via orale in singola somministrazione mattutina, induce una remissione pressoché completa della sintomatologia nell’arco di 48–72 ore.

Questa “drammatica” risposta costituisce un elemento di conferma dell’ipotesi diagnostica di polimialgia reumatica.

Questa dose di attacco può essere modificata in rapporto alla espressività clinica di malattia e alla presenza affezioni concomitanti, che possono eventualmente indurre a limitare il più possibile l’esposizione del paziente alla terapia steroidea (ad esempio, in pazienti con diabete mellito, scompenso cardiaco, glaucoma o ipertensione). Una volta raggiunta la remissione, la posologia dello steroide andrà ridotta con estrema gradualità fino alla sospensione completa e/o al raggiungimento della dose minima efficace. Per evitare riesacerbazioni della malattia è consigliabile, una volta che si sia raggiunta la dose giornaliera corrispondente a 10 mg di prednisone, ridurre di 1mg/mese la dose del farmaco. Eventuali variazioni di tale schema potranno essere definite sulla base del decorso clinico e dei valori di VES e PCR, che andranno periodicamente controllati.

Sfortunatamente non vi sono alternative al trattamento con cortisonici nella polimialgia reumatica.