La polimialgia reumatica è il più comune reumatismo infiammatorio tra i soggetti anziani. Non si presenta praticamente mai in soggetti di età inferiore ai 50 anni. L’incidenza della malattia nei soggetti ultracinquantenni è di circa 100 casi su 100.000.

La malattia si manifesta tipicamente con dolore, rigidità e limitazione funzionale prevalentemente a carico del cingolo scapolare. I pazienti spesso manifestano dolore e rigidità anche a carico del cingolo pelvico e del collo. La rigidità è molto intensa e tale da rendere molto difficile sollevare le braccia, pettinarsi, alzarsi da una sedia e girarsi nel letto. Spesso sono presenti manifestazioni sistemiche: astenia, calo di appetito e di peso, febbre. Un’artrite periferica, non erosiva si manifesta in circa la metà dei casi. Sono più comunemente interessati i polsi e le ginocchia; può essere presente un edema improntabile del dorso delle mani e dei piedi.

L’eziologia della polimialgia reumatica è sconosciuta. Una peculiare caratteristica della malattia è rappresentata dalla pronta e netta risposta ai cortisonici, che rappresentano il trattamento di scelta.

La durata della terapia cortisonica, a dosaggi progressivamente decrescenti è variabile, ma nella maggior parte dei casi è di 1-2 anni. Il metotrexato può essere impiegato come risparmiatore di corticosteroidi in particolare nei pazienti con comorbilità che inducono a limitare il più possibile il ricorso alla terapia cortisonica (diabete mellito, ipertensione arteriosa, glaucoma). In tutti i pazienti con polimialgia reumatica occorre sempre considerare la possibilità di una concomitante arterite a cellule giganti vista la non rara embricazione fra le due malattie.