Pressione arteriosa: regole e divieti

L’Istituto Superiore della Sanità, all’interno del “Progetto cuore” (scaricabile gratuitamente all’indirizzo: www.cuore.iss.it) nato con l’intento di valutare il rischio cardiovascolare nella popolazione adulta, dedica una intera pagina ad illustrare:

  • le “regole” per misurare correttamente la pressione arteriosa;
  • le cause più comuni di imprecisione nella misurazione;
  • le tecniche difettose da evitare.

Anche se noi infermieri, misuriamo giornalmente la pressione arteriosa a più persone, possiamo giovarci di un “ripasso”sul tema ed utilizzare le indicazioni come schema per educare il paziente al monitoraggio della pressione arteriosa.

Dal documento emerge che per valutare il rischio cardiovascolare occorre educare il paziente a misurare la pressione arteriosa sistolica due volte, a pochi minuti di distanza l’una dall’altra e di considerare il valore medio delle due misurazioni.
Poi, per una corretta procedura il documento indica 8 punti:

  1. prima dell’applicazione del bracciale è necessario rimuovere tutti gli indumenti che costringono il braccio. La misura va effettuata per due volte di seguito al braccio destro;
  2. applicato il bracciale, la persona deve essere lasciata tranquilla in posizione seduta e deve rilassarsi per circa cinque minuti prima della misurazione;
  3. il braccio destro deve trovarsi a 45° rispetto al tronco; il bracciale deve essere posizionato all’altezza del cuore;
  4. durante la misurazione, sia la persona che l’operatore devono stare seduti;
  5. palpare il polso dell’arteria radiale e insufflare nel bracciale fino a 20-30 mmHg sopra la scomparsa del polso. Questo è il livello massimo a cui deve essere mandata la colonnina di mercurio durante la misurazione. Sgonfiare il manicotto attendere qualche secondo;
  6. gonfiare il manicotto. Posizionare il diaframma dello stetoscopio sull’arteria brachiale nella fossa ante cubitale e sgonfiare lentamente il bracciale, facendo scendere la colonnina di mercurio alla velocità di 2 mmHg al secondo. Non posizionare la membrana del fonendoscopio sotto il manicotto;
  7. registrare il primo tono udibile seguito da uno identico, corrispondente al livello della pressione arteriosa sistolica; registrare l’ultimo tono udibile, corrispondente alla pressione arteriosa diastolica. La misura della pressione arteriosa deve essere effettuata con l’approssimazione di 2 mmHg;
  8. dopo aver sgonfiato completamente il manicotto, eseguire una seconda misurazione a distanza di qualche minuto; ripartire dal punto 6. utilizzare come valore la media fra due misure successive. Lo sfigmomanometro a mercurio è da preferirsi rispetto agli strumenti anaeroidi, che sono difficili da standardizzare e possono deteriorarsi.

 Tra le comuni cause di imprecisione figura:

  1. apparecchiatura difettosa;
  2. mancato azzeramento della colonna di mercurio;
  3. intasamento dello scarico dell’aria;
  4. perdite dai tubi di connessione;
  5. inadeguate dimensioni del bracciale.

Vi sono sei errori da evitare:

  1. bracciale non a livello del cuore, cioè in posizione non corretta;
  2. tubicini schiacciati dal braccio;
  3. posizione scomoda;
  4. sgonfiamento troppo rapido del bracciale;
  5. ipoacusia (sordità) del misuratore;
  6. preferenza per le cifre (in particolare per lo zero): imprecisione legata all’osservatore, in quanto la scala dello sfigmomanometro a mercurio è tarata di 2 mmHg in 2 mmHg.

Come si può chiaramente evincere da questo semplice e chiaro documento, la misurazione della pressione arteriosa è da considerarsi una procedura routinaria ma non certo banale. Un errore anche apparentemente minimo di ordine tecnico o metodologico può portare a sottostimare o sovrastimare i valori pressori con ripercussioni anche sotto il profilo clinico e prognostico.

(tratto da http://www.cuore.iss.it/valutazione/carte-pdf.pdf)